Settore calzaturiero, welcome back?

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Calzature

Vento di crisi dalla Cina, in tempo di piena globalizzazione oggi ci si accorge che in effetti la Cina è lontana e forse non ha nulla a che fare con il mercato occidentale, almeno nello specifico delle produzioni tipiche del Made in Italy, uno dei settori più colpiti è proprio quello della calzatura, settore in minima parte automatizzato e tecnologico ma dove ancora oggi la parte più consistente è fatta dall’uomo.

Nella zona più densamente popolata dal settore calzaturiero nell’aera del Guangdong è avvenuta una strage di calzaturifici nell’ordine di migliaia di aziende che hanno chiuso i battenti, fino ad oggi siamo ad oltre 2.000, ed il numero è destinato a crescere anche in altre zone ed ovviamente non solo del settore calzaturiero, l’effetto di questo andamento negativo ha due motivazioni precise, il primo è la crisi economica ed il rallentamento dei consumi in occidente, dove la Cina esporta la maggior parte dei suoi prodotti, l’altro motivo è il caro petrolio che alle cifre già raggiunte non consente più spedizioni economiche e quindi il costo del trasporto incide molto sul prodotto finito.

Per la Cina si sta rivelando un dramma, in pochi mesi ci sono stati molti cambiamenti, a cominciare dal calo di produzione dovuto alla minore richiesta di export, l’aumento dei costi di trasporto in alcuni casi ha raggiunto anche il 20% e potrebbe crescere ancora, l’inflazione cinese quasi all’8%, a questo aggiungiamo un aumento dei salari ed ecco che la Cina si allontana e non è più ne conveniente ne competitiva, sicuramente ci sarà un ulteriore deterioramento economico e produttivo della Cina dopo le olimpiadi, ora non possono fare brutte figure.

In questo contesto potrebbero crearsi le condizioni per un rientro o aumento della produttività del settore calzaturiero in Italia ed Europa, magari non domani mattina ma in un prossimo futuro quando le condizioni saranno adeguate si può sperare in un nuovo ritorno del settore produttivo e non solo calzaturiero, del resto se molti chiudono qualcuno le calzature dovrà pur produrle, se la Cina ed i paesi asiatici non sono più convenienti e se in futuro i prezzi dei trasporti saranno elevati le produzioni dovranno per forza essere locali ed il più vicino possibile al mercato di riferimento.

Per ora assistiamo a questi cambiamenti che forse molti non si aspettavano almeno fino a qualche tempo fa, poi il fabbisogno creerà le condizioni per chi e dove produrre, a buon intenditor.

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